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BUSINESS ACQUA E DEMANIO IDRICO?
SOSTENIBILITA' AMBIENTALE E TITOLARIETA' DELLE COMPETENZE SUL DEMANIO IDRICO SONO LE CONDIZIONI PER COSTRUIRE UN NUOVO PATTO CON IL TERRITORIO.
COMUNICATO STAMPA
BUSINESS ACQUA E DEMANIO IDRICO? PASSARE DALLE PAROLE AI FATTI AVENDO IL CORAGGIO DI DIRE NO A NUOVE CONCESSIONI.
SOSTENIBILITA' AMBIENTALE E TITOLARIETA' DELLE COMPETENZE SUL DEMANIO IDRICO SONO LE CONDIZIONI PER COSTRUIRE UN NUOVO PATTO CON IL TERRITORIO.
Il convegno di ieri dal titolo "Nuove concessioni idroelettriche: opportunità per il territorio" è stato sicuramente un momento importante di ascolto, confronto e dialogo tra pubblico e privato e le esperienze realizzate dalle Provincie di Bolzano e Trento. Il tema dell'utilizzo dell'acqua non può non tenere in considerazione tutti gli interesse economici e sociali nel valutare gli scenari futuri del rinnovo delle grandi concessioni idroelettriche ponendo come priorità della discussione la salvaguardia di un territorio alpino. Per il PD deve prevalere la sostenibilità ambientale e territoriale di un bene così prezioso come l'acqua, anche ai fini turistici. Per farlo si deve uscire dall'ambiguità emersa nel convegno di un possibile aumento delle captazione d'acqua ai fini dello sfruttamento della produzione d'energia idroelettrica. Bisogna avere il coraggio di dire, come affermano gli studi di Vitale, Franzetti e Bonesio, commissionati dall'Amministrazione provinciale, che non vi sono più le condizioni per nuove concessioni come contenuto anche nel Piano di Azione per l'Energia della Regione Lombardia del 2007. Non è nemmeno accettabile che si possano diminuire i rilasci del deflusso minivo vitale dei fiumi e torrenti come invece sta accadendo! L'amministrazione provinciale deve avere il coraggio di sostenere una posizione chiara e non di stare con i movimenti e lo IAPS nel dire no a nuove captazioni per opportunismo e in contemporanea schiacciare l'occhiolino e stare in silenzio rispetto a chi nel convegno ha sostenuto che vi è la possibilità d'aumentare i prelievi d'acqua dai torrenti. Se si vuole costruire un nuovo patto prima bisogna fare chiarezza e non rimanere nell'ambiguità. Per il PD il patto deve partire dalla sostenibilità e salvaguardia ambientale e territoriale. L'altro tassello fondamentale è il passaggio dell'attribuzione delle competenze del demanio idrico e quindi anche della grandi concessioni dalla Regione all'Amministrazione provinciale. Se Trento e Bolzano sono riuscite ad acquisire parzialmente le centrali, con ricadute economiche importanti, non è solo in virtù di un ordinamento a Statuto speciale ma grazie alla titolarità diretta delle grandi concessioni idroelettriche. Senza questo potere contrattuale il ruolo della nostra provincia rischia di essere quello di una comparsa e non di attore protagonista, perché non potrebbe esercitare nessun potere contrattuale nei confronti delle aziende idroelettriche. Purtroppo abbiamo perso un'occasione storica quando la legge 350/2003 (Finanziaria) prevedeva l'obbligo delle Regioni di trasferire le competenze del demanio idrico alle province composte per il 95% da comuni montani. Così è avvenuto per le province di Belluno e Verbano-Cusio-Ossola, ma non per la Provincia di Sondrio! La Finanziaria del 2007 ha eliminato l'obbligo del trasferimento ma nulla vieta alla Regione di trasferirne le competenze alla Provincia di Sondrio con un proprio atto legislativo. Manca la volontà politico-istituzionale di chi oggi governa la Lombardia, Lega, compresa. Il PD nel settembre del 2008 aveva avanzato una proposta concreta invitando l'amministrazione provinciale ad avere più coraggio nel difendere gli interessi della valle e rivendicare le competenze,e non solo le risorse, del demanio idrico. Lanciammo l'idea di fare sistema tra le piccole ex municipalizzate locali costituendo una multiutility per contribuire alla costituzione di una società pubblico-privata per l'acquisizione delle centrali attraverso l'apporto di A2A, della altre grandi aziende idroelettriche, delle associazioni imprenditoriali e delle banche locali. Noi siamo pronti a confrontarci anche sulle proposte fatte dall'Ing. Zuccoli, Presidente di A2A, nel superare la logica della compensazione dei danni ambientali attraverso i canoni e sovraccanoni per un nuovo patto con il territorio. La condizione è che non se ne perdano le risorse, si crei una partecipazione più equa degli enti locali alla ripartizione degli utili del business idroelettrico assicurando un presenza più attenta alle esigenze del territorio. Non siamo disponibili a fare diventare il rinnovo delle grandi concessione un interesse di pochi soggetti economici a discapito degli enti locali, dell'ambiente e del territorio. Bisogna avere il coraggio di uscire dalle logiche dei convegni salottieri e passare dalle parole ai fatti. Chi governa la regione, PDL e Lega, può decidere l'attribuzione delle competenze del demanio idrico all'Amministrazione provinciale e creare le condizione di un vero federalismo affinché il territorio sia veramente protagonista del rinnovo delle concessioni.
Il Segretario Provinciale Partito Democratico ANGELO COSTANZO
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