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LETTERA DI COSTANZO AL PRESIDENTE SERTORI
Comitato acque e manifestazione del 27 giugno. "Serve chiarezza, ma soprattutto coerenza!".

Al Presidente dell'Amministrazione Provinciale

e, p.c. Ai Sindaci della provincia di Sondrio

Ai Presidenti delle Associazioni di Categoria

Ai Segretari delle OO.SS.



Egregio Presidente,
ho accolto positivamente l'appello da Lei lanciato per una mobilitazione unitaria del territorio su temi delicati come quello dell&'utilizzo dell'acqua ai fini idroelettrici e del rinnovo delle concessioni.
Sin dall'inizio del mandato in Regione Lombardia ho sostenuto la necessità di una lobby territoriale su argomenti importanti e condivisi nella logica
di uno sviluppo provinciale di qualità e sostenibilità economico-sociale.
Non è un caso che il primo progetto di legge della IX Legislatura: gestione del demanio idrico alla provincia di Sondrio sia stato presentato dal sottoscritto e sia stato condiviso dal Consigliere Ugo Parolo e da tutti i
Consiglieri del gruppo del PD.
L'unità si costruisce con la condivisione nel merito e nel metodo di come vanno affrontati e risolti i problemi del territorio.
Mosso da questa convinzione tengo a sottolineare che serve chiarezza rispetto alla manifestazione di domenica 27 giugno e sono necessarie assunzioni di responsabilità istituzionali e politiche per capire verso chi è rivolta la protesta.
Certo non basta, per risolvere un problema così complesso, un generico appello all'unità e nemmeno un momento di protesta e di festa.
La mobilitazione è importante per creare un clima favorevole e sensibilizzare l'opinione pubblica, ma finito l'evento mediatico i problemi rimarranno tutti sul tappeto, così come è avvenuto per il comitato istituzionale della S.S.38-36.
Il nodo è politico e riguarda tutti gli attori istituzionali e politici, compreso il partito che Lei rappresenta e che governa a Roma e in Lombardia.
Se a oggi in Parlamento non si è ancora arrivati a una soluzione per affrontare il tema della scadenza delle grandi concessioni idroelettriche è per le diversità emerse nelle proposte parlamentari del Pdl e della Lega.
Se ad oggi non è ancora sottoscritto l'accordo per la moratoria di nuove captazioni idroelettriche, con il rischio di vanificare tutto il lavoro sino ad oggi fatto, è per ché il Presidente Formigoni non lo sottoscrive,
confermando implicitamente l'esistenza di un problema politico e di relazioni con la Giunta regionale.
Mi auguro che ciò possa avvenire prima della manifestazione.
Sul tema della protesta vorrei chiarire che in una situazione di grave crisi economica, in cui si chiedono grandi sacrifici ai cittadini, alle famiglie, ai lavoratori, alle imprese e agli Enti territoriali, non ritengo scandaloso
che si chieda un sacrificio con un canone aggiuntivo anche alle aziende che producono energia idroelettrica con grandi profitti economici.
Il vero problema è semmai che quel canone aggiuntivo non rimane né in Regione Lombardia e nemmeno in Provincia, ma va a confluire nelle casse dello Stato.
Pertanto quel canone aggiuntivo potrà forse mettere in difficoltà il percorso per la costituzione dell'Azienda energetica di Valle, ma non può essere l'alibi per i soggetti interessati di tirarsi indietro.
Le chiedo di compiere atti istituzionali concreti come Presidente dell'Amministrazione provinciale.
Se si vuole fare una battaglia vera ed unitaria si voti in Consiglio provinciale un ordine del giorno che chieda al Presidente Formigoni di sottoscrivere subito l' accordo sulla moratoria per le nuove captazioni idroelettriche.
Vede Presidente, è attraverso gli atti istituzionali che si pesa la coerenza delle battaglie politiche.
Esiste oggi un problema di relazioni politico-istituzionali del nostro territorio sia con la Giunta Regionale che con il Governo; per questo Le chiedo, da subito, un incontro prima della manifestazione del 27 c.m. per
chiarire il percorso per portare avanti unitariamente la battaglia sulle competenze del demanio idrico alla Provincia, le scadenze delle grandi concessioni idroelettriche, la gestione dei deflussi minimi vitali, la
posizione dell'amministrazione provinciale sui ricorsi verso il bilancio idrico e anche la tutela dell'acqua come bene pubblico oggetto di un possibile referendum.
Se ricerca veramente l'unità Le chiedo il coinvolgimento nel Comitato Acque di tutte le rappresentanze istituzionali elette del territorio provinciale, a partire dai Parlamentari e dai Consiglieri regionali, che possono contribuire per il ruolo che rivestono alla soluzione dei problemi.
Personalmente credo che anche i Partiti dovrebbero svolgere nel Comitato una funzione importante, ma non voglio aprire ora questo tema per non darLe l'alibi di strumentalizzare la loro presenza e non rispondere ai problemi che Le pongo.
Non commetta l'errore di avere paura d'includere nel Comitato chi, a vario titolo, può contribuire alla soluzione del problema, né di nascondere la debolezza e le difficoltà politiche di questa partita strategica per il
territorio provinciale con una manifestazione di piazza ed un concerto.
Personalmente sono pronto a fare la mia parte, come Consigliere Regionale, ma serve condivisione dei percorsi e coinvolgimento nel Comitato Acque.
Se invece Lei ricerca attraverso il Comitato Acque; e attraverso un concerto un plebiscito d'immagine, senza affrontare veramente i nodi politici ed istituzionali del nostro territorio Le dico che non ci sto!
Non faccia Presidente, sul tema dell'acqua, la fine del Comitato istituzionale sulle SS.38-36, di cui già all'indomani dell'inaugurazione del cantiere nel febbraio del 2009 non si è più sentito parlare nonostante non
si veda nemmeno l'ombra dei fondi per le tangenziali di Morbegno e Tirano.
Concludo riaffermando con forza che il Comitato Acque non può diventare l'alibi per un trionfo di chi lo ha promosso, né tantomeno la sconfitta di un
territorio intero.
Le istituzioni e la politica dovranno prendersi sempre le loro responsabilità nella distinzione dei ruoli fondamentali in una democrazia tra chi governa e chi è all'opposizione.

In attesa di una Sua cortese risposta, le porgo distinti saluti.

Angelo Costanzo
Consigliere regionale del PD