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COMUNITA' MONTANE
Enti utili o luogo di consenso politico-istituzionale attraverso le proprie ingenti risorse?
COMUNICATO STAMPA
Comunità Montane: enti utili o luogo di consenso politico-istituzionale attraverso le proprie ingenti risorse?
Sulla costituzione delle nuove giunte delle C.M. pare prevalere una logica che nulla ha a che fare con una visione dei ruoli istituzionali e politici tra minoranze e maggioranze, tra visioni diverse di gestione e programmazione del territorio e con i metodo con cui si amministra la cosa pubblica. Si stanno costituendo maggioranze nelle quali contano di più le promesse di futuri finanziamenti al comune "amico", anziché una vera programmazione del mandamento e del territorio. Una visione dell'amministrare abbastanza singolare dove l'attenzione e le risorse ai Comuni da parte delle C.M. vengono garantite con maggiore attenzione a chi sostiene un candidato anziché un altro. Tutto questo viene camuffato con "maggioranze istituzionali" dove tutti stanno con tutti, purchè si governi e non si venga esclusi dalla fetta di risorse che le C.M. possono distribuire ai Comuni. Ad aprile si è votato per le elezioni amministrative provinciali e le differenze programmatiche e di metodo di gestione della cosa pubblica erano chiare tra l'alleanza PDL- Lega e la coalizione costruita attorno alla figura di Giacomo Ciapponi. Credo che quelle differenze non si possano azzerare nei governi delle C.M. sulla base di finti programmi istituzionali. Serve chiarezza nelle posizioni e coraggio nel sostenere le differenze. Al centro della discussione non può e non deve stare il destino di dirigenti politici del PDL esclusi da ruoli di governo nella Giunta Provinciale. Con altrettanta chiarezza si ritiene che sarebbe opportuno che a capo della C.M. di Morbegno vi sia un ricambio della dirigenza dopo gli episodi giudiziari, non ancora chiusi, che hanno coinvolto il Presidente dell'ente comprensoriale. In una visione di riassetto istituzionale sarebbe necessario riflettere seriamente, sulle funzioni, sulle competenze e sull'utilità di questi enti di secondo grado, che non rispondono in nessun modo ad una scelta elettorale, ma a nomine spartitorie. Le C.M. potrebbero avere un ruolo forte e lungimirante solo se contribuiranno ad accelerare la ricomposizione istituzionale tra Comuni, aiutando così la capacità di programmazione e gestione dei territorio.
Il Segretario Provinciale Angelo COSTANZO
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