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COMUNICATO STAMPA
L'IPOCRISIA E LE MEZZE VERITÀ DI PROVERA NASCONDONO IL FALLIMENTO DEL RUOLO DELLA PROVINCIA NELLA PROGRAMMAZIONE.
IL CAPANNONIFICIO È IL FALLIMENTO DI UNA CLASSE POLITICA ED AMMINISTRATIVA PIÙ ATTENTA AL CONSENSO PERSONALE CHE AL TERRITORIO E ALL'AMBIENTE. SERVE UNA NUOVO CORSO AMMINISTRATIVO IN GRADO DI CONIUGARE LO SVILUPPO ECONOMICO E LA TUTELA DEL TERRITORIO.
Leggo, sulla stampa locale, le dichiarazioni del Presidente Provera in merito allo scempio dei capannoni del fondovalle e non posso accettare che si scarichino solo sui Sindaci le responsabilità dell'incapacità di programmare lo sviluppo socio-economico del nostro territorio. Molti di loro si trovano ad amministrare a fatica i loro piccoli comuni e forse la Provincia dovrebbe aiutarli a redigere i Piani di Governo del Territorio. Viviamo in una provincia di 78 Comuni e dalle 82 aree industriali ed artigianali. Questo rende bene l'idea di come sia mancata, non solo in questo mandato amministrativo, una cultura della programmazione e come bisognerebbe affrontare anche una discussione di riassetto istituzionale nella nostra provincia. L'elezione del Senatore Provera a Presidente dell'Amministrazione provinciale sembrava, per alcuni, rappresentare un cambio di passo nel modo d'amministrare il territorio Valtellinese e Valchiavennasco. Mai tante promesse si sono infrante sull'incapacità di programmare e governare un territorio da parte di un leghista "istituzionale", più avvezzo al potere che al folklore padano. Siamo stati l'ultima provincia lombarda ad avviare la discussione istituzionale del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Un Piano adottato ma mai approvato! Oggi non abbiamo ancora un PTCP nonostante due anni fa l'ex Assessore Crosio, sempre sulla stampa locale, ne prevedesse l'approvazione in tempi rapidi. Una discussione che si è bloccata e rischia d'impantanarsi nell'affrontare uno strumento fondamentale per il PTCP, la Valutazione Ambientale Strategica. VAS che nonostante fosse prevista mancava volutamente nella precedente adozione del P.T.C.P. Redigere la VAS vuol dire fare delle scelte, a volte impopolari, che limitano interessi forti ed in particolare quelli della cementificazione a pioggia e delle speculazioni edilizie. Proprio quelle scelte che sono mancate nel settembre del 2006 quando vi fu la Conferenza dei Sindaci che diede il via all'adozione del PTCP. Scelte che erano previste dai professionisti che avevano redatto la bozza del PTCP. Gli estensori del P.T.C.P., avevano previsto, che questo strumento fosse un caposaldo della pianificazione con affermazioni come: "….la conservazione di zone di pausa dall'edificazione costituisce una regola di buon uso della risorsa limitata del territorio, tanto più importante nei fondovalle alpini. Il piano si propone di invertire la tendenza insediativa in atto, caratterizzata da una diffusione dell'edificazione con modelli insediativi lineari lungo le infrastrutture viarie principali…….. Questa prescrizione si costituisce quale criterio di compatibilità dei Prg con il PTCP." Uscendo dal linguaggio tecnico il P.T.C.P., come strumento di pianificazione provinciale in una logica di programmazione complessiva, tracciava le indicazioni in materia di varchi inedificabili che si applicavano obbligatoriamente ai piani di governo del territorio (PGT) dei Comuni o ai piani regolatori.
Ma dove era Presidente quando Passamonti presentò un emendamento che di fatto eliminò questi vincoli facendo a pezzi il ruolo della programmazione del PTCP? Perché stette zitto e non lanciò con la stessa durezza il grido di allarme lanciato negli scorsi giorni contro i capannoni? Allora scrissi che con l'adozione da parte dell'amministrazione del PTCP prevaleva il "partito" dei singoli interessi alla logica della programmazione complessiva. Non mi sembra che le cose siano cambiate. Chi Governa non può guardare solo al consenso, ma deve preservare la principale ricchezza che abbiamo: il nostro territorio. Nella precedente adozione del PTCP è mancata la visione della programmazione e tutela, è mancato il coraggio di contrastare gli interessi di pochi. Speriamo possa esserci nella nuova adozione. L'avvio non è dei migliori perché pare che per accelerare i tempi d'adozione del PTCP la Provincia rischia di definire una Valutazione Ambientale Strategica (VAS) al ribasso e solo per alcune aree d'intervento, quindi, una VAS che non assolve al proprio ruolo. Il Presidente potrà sempre dire che a Gennaio partirà il cantiere per la SS 38. Iniziativa su cui ha speso tutta la sua azione amministrativa. Circa 8 Km di strada che non risolveranno il problema della viabilità e dello sviluppo economico della nostra provincia e a queste si aggiungeranno le promesse per l'avvio delle tangenziali. Tante promesse tenute assieme dallo slogan demagogico dell'unità di valle per risolvere i problemi. Una strategia mediatica che inizialmente ha pagato ma che ora fa i conti con la realtà dei fatti e anche con i suoi silenzi politici assordanti in merito al caso "APPALTI VALTELLINA"?
Angelo Costanzo Segretario Provinciale Partito Democratico
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